lunedì 22 giugno 2009

Un'attesa lunga 16 anni

Era il luglio 1993, molti miei amici, come ad esempio Emilia, non erano ancora nati, altri, come Sonia, avevano da poco effettuato la prima mummificazione, io invece uscivo da una bellissima storia d'amore (la prima) finita davvero male (a 16 anni non puoi pretendere molto dalle donne, che non ragionano nemmeno a 30 anni) e così, vuoi la mia giovane età, vuoi la cotta stratosferica che avevo preso, entrai in un periodo buio, forse il più triste (sentimentalmente parlando) della mia vita. Solo con il passare degli anni e con la crescita interiore, capii che eravamo solo ragazzini e che il futuro mi avrebbe fatto vivere esperienze ancora più belle. La ragazza in questione era una dolcissima signorinella di 15 anni, nel fior fiore delle cottarelle adolescenziali. Bellissima magra, alta, viso angelico e corpo che già prometteva bene. Dolcissima, silenziosa, innamoratissima di me. Ogni piccolo momento diventava grande per noi e, anche se la storia è durata soltanto 7 mesi, per me è stata la più intensa che mi potesse mai capitare. Ogni tanto Dio si ricorda di me e in quei giorni mandò un angelo a farmi un sorrisino. Quello fu il primo. Ovviamente, nella vita come per la storia dei guai anche le gioie hanno le loro teorie, e sicuramente non vengono mai da sole. Ero innamorato, ero giovane e aitante, campionissimo regionale di scherma e a scuola mi andava tutto bene. Non c'erano problemi di alcun tipo, vivevo ogni cosa nel migliore dei modi ed ero ottimista della vita. I sogni che facevo erano i più belli e ciò che mi dava la forza era l'amore per quella ragazza. Un bel giorno però, come ogni cosa, anche quei bei momenti finirono e tutto ciò di bello che avevo sperato stava lentamente crollando. Ero entrato nel lato oscuro della medaglia, e se gli anni 1992 e 1993 erano i più belli della mia adolescenza, il 1994 è stato il peggiore: persi prematuramente uno zio, mio padre ebbe problemi di salute, io a causa di un incidente entrai per breve tempo in coma, a scuola fui rimandato a 4 materie, il dolore dei denti mi accompagnò per tutta l'estate, l'Italia perse ai rigori il mondiale americano. Quei pugni caduti dal cielo mi resero più forte e tra alti e bassi sono sopravvissuto alla vita. Di quella ragazza non ho saputo più nulla e non l'ho più rivista nè sentita.

16 ANNI DOPO

A giugno 2009, con alle spalle centinaia di giorni funesti e decine di momenti sereni, finalmente ho avuto modo di parlare con quella ragazza. Tutto grazie a Facebook, il miracolo mediatico fatto su misura per una società formata di sociofobi, antropofobi, esibizionisti e malati di mente. Ricordando il suo nome e cognome, tempo fa l'avevo intercettata per richiedere la sua amicizia. Oggi mi saluta e ci mettiamo a chattare. Davvero piacevole se non fosse che è del tutto cambiata da quell'immagine che avevo di lei, dolce e sensibile. Adesso è una specie di nevrotica femminista, con una parolaccia ogni 2 parole e con un caratterino davvero pesante. Ha avuto il piacere di dirmi che, pur sposata, non è contenta della sua vita matrimoniale e che, anche se sono passati diversi anni, è sempre dell'idea che io ancora la odi per ciò che mi ha fatto. Poi ha dett che io parlo sempre e troppo e che a lei piace stare in silenzio perchè è una tipa di poche parole. La chattata è finita dopo che mi ha ricordato che sono troppo curioso e che le ho fatto molte domande (il minimo indispensabile: come stai, che lavoro fai, che stai facendo). Bhè, meglio tardi che mai e tra 16 anni sarà dunque la volta di un'altra ex fiamma.

Alla prossima!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Beh dai andrè, considerando come sia diventata adesso, diciamo pure che Dio si sia ricordato di te facendoti lasciare piuttosto che facendotela incontrare:D